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Saverio
Altamura
Francesco Saverio Altamura nacque il
5 agosto del 1822. E' il più
illustre pittore foggiano di tutti i
tempi e
viene annoverato fra i grandi della
Puglia ottocentesca insieme a De
Nittis e Toma. L'indiscutibile
valore artistico delle sue opere
pone Altamura fra i maestri del XIX
secolo che hanno avuto il merito di
valicare i confini
italiani
ed
approdare a Parigi, la capitale
dell'arte.
Dopo
questa tappa, Altamura venne
riconosciuto come uno
dei
promotori della riforma pittorica
nazionale. La svolta decisiva nel
suo percorso umano e artistico
arrivò con il trasferimento a
Napoli.
Fin
dalle opere dei suoi anni giovanili,
pur nel rispetto
dei
canoni tecnici tradizionali, emerse
la tendenza ad avvicinarsi alle
rivoluzionarie interpretazioni
pittoriche dei
giovani
artisti napoletani, come il verismo
di Domenico Morelli e il realismo di
Filippo Palizzi.
Erano
gli artisti che volevano e creavano
un'arte più sentimentale, non
ristretta nei confini della
tradizione e, in Altamura, oltre al
tema storico, prevalgono quelli
politici, religiosi. Il pittore
foggiano introduce comunque delle
novità proprio nel modo di
interpretare la storia antica, che
filtra attraverso il presente e,
per
questo, riproposta in termini
patriottici e risorgimentali.
Pochi anni prima della sua morte,
Altamura ritornò in Puglia per
realizzare diverse opere, tutte di
carattere religioso, commissionate
da clienti salentini. Scrittore,
poeta, oltre che artista, tra il
1883 e il 1895 Altamura scrisse le
sue memorie contenute in un volume,
pubblicato nel 1896, dal titolo
«Vita e Arte»; morì a Napoli il 5
gennaio 1897.
Fra le sue opere più note, «La
morte di un crociato», tela
realizzata nel 1848 e proposta, lo
stesso anno, all'Esposizione di
Belle Arti di Napoli ed esposta ora
al Museo Civico di Foggia.
L'opera è considerata un manifesto
della cultura politica e artistica
di Altamura, con evidenti
riferimenti alle lotte
risorgimentali (la veste rossa e
verde della donna che assiste il
crociato, ad esempio).
Altamura affrontò nelle sue opere
anche tematiche sociali: è il
caso di «Infortunio sul lavoro» (una
delle
opere esposte al Museo
Civico di Foggia),
dove il soggetto è un uomo con la
mano destra amputata a seguito,
appunto, di un incidente, che va ad
aggravare un precedente infortunio
agli arti inferiori, evidenziato
dalla presenza di un bastone.
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